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ARCHEOLOGIA-ANTIQUARIATO

Ferragosto con Ludovico il Moro

Ferragosto con Ludovico il Moro

Pubblicato il 05 agosto 2010


Ferragosto con Ludovico il Moro
Ferragosto con Ludovico il Moro
Ferragosto da non perdere al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara
Dopo l'apertura prolungata dalle 9 alle 19.30 il museo riapre dalle 21 a mezzanotte con un menù tutto da gustare.
Alle 11 e alle 19, visite guidate "a tema e a scelta" a cura del Gruppo Archeologico Ferrarese.
Alle 21, “Cantar versi d’amore e melodie del cielo”, concerto di Ferragosto con Silvia Rambaldi e Tadashi Miroku: la famosa clavicembalista e il controtenore giapponese si esibiranno in un ampio repertorio musicale che spazia da Frescobaldi a Handel, da Monteverdi a Pasquini.
Al termine del concerto, ulteriore visita guidata alle prestigiose sale e al giardino storico del museo, con rinfrescante spuntino finale a base di anguria.
Ingresso al museo, visite guidate e concerto sono gratuiti; le iniziative sono realizzate in collaborazione con l’Associazione Culturale Bal’danza e il Gruppo Archeologico Ferrarese

Il Museo è situato nel cinquecentesco palazzo tradizionalmente attribuito al Duca di Milano Ludovico Sforza, detto il Moro, ma in realtà di proprietà di Antonio Costabili, segretario di Ludovico e personalità di spicco della corte del Duca Ercole I d’Este.
Il Museo Archeologico Nazionale, uno dei più importanti al mondo per la ceramica attica a figure rosse. Conserva ed espone le testimonianze archeologiche ritrovate nella provincia di Ferrara, prime tra tutte quelle provenienti dagli scavi del fiorente porto commerciale etrusco di Spina che, tra il VI e il III sec. a.C., rappresentò uno dei centri focali della regione.
Nelle sale del Museo sono esposti alcuni dei corredi ritrovati nelle oltre 4mila tombe della necropoli della città (necropoli di valle Trebba e di Valle Pega), reperti talora veramente impressionanti per bellezza e ricchezza che accompagnavano il defunto nel viaggio verso l’oltretomba. Tra tali oggetti e manufatti, l’elemento più rilevante è costituito dall’imponente raccolta di vasi attici a figure rosse di V sec. a.C. e in generale dalla ceramica attica figurata che, nelle ripetute associazioni funzionali che ruotano attorno al cratere, evoca principalmente (e soprattutto nelle sepolture di rango) i rituali del convito e del simposio.
Nel 2007 sono state aperte al pubblico otto nuove sale che hanno raddoppiato la superficie espositiva; si sono anche conclusi i restauri dell’Aula Costabiliana, o “Sala del Tesoro”, magistralmente affrescata in stile mantegnesco da Benvenuto Tisi, detto il Garofalo, tra il 1503 e il 1506.
Recentissime le inaugurazioni del nuovo spazio espositivo dedicato alle due piroghe, imbarcazioni monossili, presumibilmente di età tardo romana (III-IV secolo d.C.), rinvenute nel 1940 in Valle Isola, nel territorio ferrarese, della Sala degli Ori, straordinaria collezione di gioielli d’oro, argento, ambra e pasta vitrea di manifattura greca ed etrusca di V e IV sec. a.C. rinvenuti nelle tombe di Spina esposta in un raffinato allestimento realizzato con la collaborazione di Bulgari, e del restaurato giardino neorinascimentale, unico esempio compiuto di giardino formale storico sopravvissuto a Ferrara


Redattore: CARLA CONTI

Ville di Stabia

Le Ville di Stabia diventeranno un polo "didattico" di Pompei.
Firmato protocollo d'intesa con il Comune di Castellamare: proseguiranno gli scavi
 

iniziativa

Villa Arianna 1
Villa Arianna 1
Villa S. Marco Perseo che regge la testa di Medusa
Villa S. Marco Perseo che regge la testa di Medusa
Le Ville romane di Stabia diventeranno un 'polo didattico' di Pompei e di tutta l'area arcehologica vesuviana con l'obiettivo di trasformare un sito straordinario ma ancora poco valorizzato nella meta principale del turismo scolastico, un settore che sembra non conoscere crisi: lo annuncia l'innovativo protocollo d'intesa firmato dal Commissario delegato dell'area archeologica di Napoli e Pompei Marcello Fiori e dal sindaco di Castellamare Luigi Bobbio che disegna un nuovo futuro per il Parco Archeologico sancendo una fattiva sinergia tra il Ministero dei Beni Culturali e l'Amministrazione Comunale. ‘’Al primo punto dell'accordo c'è la tutela di un patrimonio unico costituito da Villa Arianna, Villa del Pastore e Villa San Marco - annuncia il Commissario Fiori -dove saranno proseguiti degli scavi già in atto. Questi 3 straordinari siti saranno tra loro collegati, con la formula del 'museo-attivo', da un iter didattico mediante percorsi pedonali con aree verdi e di intrattenimento, spazi per le mostre ma anche parcheggi per auto e bus. Altro aspetto innovativo del protocollo riguarda la diffusione di metodi di agricoltura biologica ed ecosostenibile nelle aree già incluse nel Parco”. Coinvolte anche altre aree attigue da liberare con procedura d'esproprio e da destinare alla produzione di prodotti della tradizione territoriale con l'applicazione delle antiche tecniche dell'epoca romana.

Presso Villa San Marco saranno realizzati inoltre spazi multimediali destinati alla divulgazione didattica ricavati da alcune strutture edilizie incompiute e da tempo inutilizzate. Tutta la risistemazione dell'area terrà conto oltre che delle emergenze archeologiche ('Villa S. Marco' con una superficie di 11.000 mq., è una delle più grandi tra le 'ville' romane a carattere residenziale; 'Villa Arianna', la più antica, deve il nome alla grande pittura a soggetto mitologico rinvenuta nella parete di fondo del triclinio) anche delle straordinarie valenze paesaggistiche della collina di Varano e dell'affaccio panoramico verso il mare.
Toccherà all'amministrazione di Castellammare definire i rapporti giuridici con gli attuali proprietari di edifici e terreni ricadenti nel Parco, oltre a porre in essere le opere infrastrutturali previste con provvedimenti urbanistici finalizzati alla tutela e conservazione del sito.

“La firma di oggi”, ha dichiarato il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio, “rappresenta il primo e forse più importante e concreto passo per l'effettiva riattivazione di uno dei più significativi asset turistici della città; il sito archeologico di Stabia, da oggi, viene strappato all'incuria e al sostanziale abbandono di cui si erano rese responsabili le precedenti gestioni e questo importante successo è stato reso possibile dalla profonda sintonia instauratasi tra la nuova Amministrazione comunale di centrodestra e il Commissario governativo agli Scavi di Pompei, che ha permesso di mettere positivamente a sistema due visioni concrete ed evolute circa la gestione del patrimonio archeologico”.
“Ringrazio in maniera sentita”, ha concluso il primo cittadino di Castellammare di Stabia, “e non formale il commissario Fiori, al cui merito di aver indiscutibilmente rilanciato il sito archeologico di Pompei, si aggiunge anche quello di aver ridato vita agli scavi di Stabia”.


Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei
Via Villa dei Misteri, 2 - 80045 Pompei NA
Tel. 081.8575220 Fax 081.8575234
www.pompeiisites.org


Redattore: RENZO DE SIMONE

Aperture serali al Museo Archeologico Nazionale di Paestum

Aperture serali al Museo Archeologico Nazionale di Paestum, fino al 29 agosto dal mercoledì alla domenica

Pubblicato il 21 luglio 2010


Aperture serali al Museo Archeologico Nazionale di Paestum
Aperture serali al Museo Archeologico Nazionale di Paestum
Dal 1° luglio al 29 agosto 2010 dal mercoledì alla domenica il Museo resterà aperto fino alle 1.30 a.m.
Il Museo Archeologico Nazionale di Paestum espone le principali testimonianze provenienti dall’area della città antica e del suo territorio.

Fra i più importanti reperti esposti vi è l’imponente complesso di metope arcaiche scolpite, raffiguranti antichi miti, che decoravano gli edifici sacri del noto santuario di Hera, fondato dai coloni greci presso la foce del fiume Sele.

Altrettanto eccezionale è la Tomba del Tuffatore, unico esempio di sepoltura con lastre dipinte di età greca, risalente agli inizi del V sec. a.C.

Significativo, infine, il monumentale vaso raffigurante il ratto della principessa fenicia Europa ad opera di Zeus, trasformatosi, per l’occasione, in un toro bianco. Il magnifico cratere di Assteas del IV secolo a.C. è uno dei rari manufatti firmati dall’artigiano Assteas, che aveva la sua bottega a Paestum. Il vaso, scomparso nel 1974 da una tomba di Sant’Agata dei Goti e venduto sul mercato antiquario, dopo lunghi anni di permanenza al Paul Getty Museum di Malibu, è rientrato finalmente in Italia, nel luogo in cui è stato prodotto.


Alle aperture straordinarie serali si aggiungono eventi internazionali come il CAMPANIA TEATRO FESTIVAL ITALIA www.teatrofestivalitalia.it e PAESTUM FESTIVAL www.danzateatro.net


Orari ordinari
dalle 8.45 alle 19.45 (la biglietteria chiude alle 19.00)
Chiuso il primo e il terzo lunedì del mese

Biglietti
Intero: € 4,00
Ridotto: € 2,00
il museo rientra nel circuito della Campania Artecard

Info e prenotazioni
39 0828 722654; museopaestum@ticketeria.it

(fonte Civita.it)

 

Museo Archeologico Nazionale di Paestum

Aperture serali al Museo Archeologico Nazionale di Paestum, fino al 29 agosto dal mercoledì alla domenica

Pubblicato il 21 luglio 2010


Aperture serali al Museo Archeologico Nazionale di Paestum
Aperture serali al Museo Archeologico Nazionale di Paestum
Dal 1° luglio al 29 agosto 2010 dal mercoledì alla domenica il Museo resterà aperto fino alle 1.30 a.m.
Il Museo Archeologico Nazionale di Paestum espone le principali testimonianze provenienti dall’area della città antica e del suo territorio.

Fra i più importanti reperti esposti vi è l’imponente complesso di metope arcaiche scolpite, raffiguranti antichi miti, che decoravano gli edifici sacri del noto santuario di Hera, fondato dai coloni greci presso la foce del fiume Sele.

Altrettanto eccezionale è la Tomba del Tuffatore, unico esempio di sepoltura con lastre dipinte di età greca, risalente agli inizi del V sec. a.C.

Significativo, infine, il monumentale vaso raffigurante il ratto della principessa fenicia Europa ad opera di Zeus, trasformatosi, per l’occasione, in un toro bianco. Il magnifico cratere di Assteas del IV secolo a.C. è uno dei rari manufatti firmati dall’artigiano Assteas, che aveva la sua bottega a Paestum. Il vaso, scomparso nel 1974 da una tomba di Sant’Agata dei Goti e venduto sul mercato antiquario, dopo lunghi anni di permanenza al Paul Getty Museum di Malibu, è rientrato finalmente in Italia, nel luogo in cui è stato prodotto.


Alle aperture straordinarie serali si aggiungono eventi internazionali come il CAMPANIA TEATRO FESTIVAL ITALIA www.teatrofestivalitalia.it e PAESTUM FESTIVAL www.danzateatro.net


Orari ordinari
dalle 8.45 alle 19.45 (la biglietteria chiude alle 19.00)
Chiuso il primo e il terzo lunedì del mese

Biglietti
Intero: € 4,00
Ridotto: € 2,00
il museo rientra nel circuito della Campania Artecard

Info e prenotazioni
39 0828 722654; museopaestum@ticketeria.it

(fonte Civita.it)

Inaugurazione delle nuove esposizioni di Vulci, Tarquinia, Cerveteri e Raccolte

Inaugurazione delle nuove esposizioni di Vulci, Tarquinia, Cerveteri e Raccolte Antiquarie

Pubblicato il 11 giugno 2010


Si riaprono ventidue sale delle quaranta in cui si articola l’intero percorso museale, ubicate nell’ala sinistra del Museo, a lungo inaccessibili a causa di complessi interventi di consolidamento statico che hanno interessato lo storico “ballatoio Minissi”. I nuovi allestimenti propongono attraverso circa duemila oggetti la storia di due importanti centri etruschi, Vulci e Cerveteri. Con questi vengono ripresentati ampi nuclei delle Raccolte antiquarie, e in particolare quello proveniente dall’antico Museo Kircheriano, un tempo al Collegio Romano.

L’esposizione di Vulci si apre con l’enigmatica statua del Centauro in nenfro (590-580 a.C.) cui si affianca il gruppo del Giovane su ippocampo (550-540 sec. a.C.). A queste famose sculture è stata aggiunta l’Anfora attica a figure rosse del Pittore di Berlino (490 a.C.), una delle più belle ceramiche attiche di recente restituite all’Italia dagli Stati Uniti: certamente proveniente da Vulci, si vuole con essa richiamare l’attenzione del pubblico sull’importante iniziativa promossa dallo Stato a favore del Patrimonio Culturale italiano. Una novità è costituita dalla suggestiva Tomba del Carro di bronzo (680-670 a.C.), ricomposta in una ricostruzione al vero con il suo ricco corredo così come fu rinvenuto al momento della scoperta circa cinquant’anni or sono. E ancora si segnala la Tomba del Guerriero (520-510 a.C.) con un’imponente panoplia in bronzo e prezioso vasellame per il simposio.

Le collezioni di Cerveteri, nell’ambito delle quali eccelle il Sarcofago degli Sposi (530-520 a.C.), risultano ora arricchite sia da ritrovamenti recenti, quali il corredo del grande Tumulo in località S. Paolo (670-630 a.C.) con i suoi raffinati servizi da banchetto composti da buccheri e da rare ceramiche greche, sia dalla presenza di eccezionali vasi da poco restituiti all’Italia dai Musei statunitensi come il cratere di Euphronios (510 a.C.) con la raffigurazione del mito di Sarpedonte cantato da Omero, già al Metropolitan Museum of Art di New York, e la coppa di Onesimos (500-490 a.C.) con drammatiche scene della caduta di Troia, già al J. Paul Getty Museum di Malibu. Ampliano il vasto panorama delle testimonianze provenienti dalle necropoli specifiche sezioni dedicate alle vivaci decorazioni architettoniche in terracotta che ornavano edifici e luoghi di culto delle due città.

Strettamente collegata a Cerveteri è l’esposizione delle antichità del Santuario di Pyrgi, il più grande porto della città, che trova il momento più emozionante nel celebre altorilievo (460 a.C. circa) raffigurante episodi del mito dei Sette contro Tebe. Un’altra importante novità è costituita dagli affreschi della Tomba del Letto funebre di Tarquinia (470-460 a.C.) che, staccati nel secolo scorso e sino a pochi mesi or sono conservati nei depositi, ripropongono la camera funeraria nella sua forma originaria offrendo una vivida immagine della pittura etrusca finora non rappresentata a Villa Giulia.

Ricollocata insieme alle altre preziose antichità un tempo vanto dell’antico Museo Kircheriano è la celebre Cista Ficoroni (350-330 a.C.), che narra inciso nel bronzo un episodio della mitica saga degli Argonauti.
Queste le “eccellenze” del percorso che si riapre al pubblico, nell’ambito del quale grande attenzione è stata dedicata alla comunicazione che si dispiega con il supporto di agili strumenti di lettura. In sostanza si conclude una fase di intenso lavoro che ha comportato, fra l’altro, l’analisi, la movimentazione e l’informatizzazione di circa quattromila oggetti archeologici.

Il costo complessivo dei lavori è stato di Euro 3.939.000,00 (Fondi Lotto 2001: Euro 1.290.000,00; Fondi Roma Capitale 2002-2004: Euro 2.649.000,00)

La nuova esposizione incrementa consistentemente dunque la ricca offerta culturale delle sezioni già aperte al pubblico che pure vantano molti altri celebri capolavori. A titolo di esempio si ricordano il gruppo scultoreo in terracotta policroma di Apollo in lotta con Ercole (510 a.C.) dal tempio del Portonaccio di Veio, la raffinata Olpe Chigi (640-630 a.C.) in stile miniaturistico, opera di un grande maestro corinzio, dal tumulo di Monte Aguzzo pure di Veio, la Collezione di Augusto Castellani, con i suoi
splendidi gioielli antichi e le ricercate creazioni ottocentesche, il gruppo dei due guerrieri a duello che ornava la sommità del tetto del Santuario dei Sassi Caduti di Faleri Veteres (480 a.C.) e ancora la sfilata di divinità che affollavano il frontone del Santuario dello Scasato, sempre da Faleri Veteres fra le quali primeggia Apollo.

Fra le antichità del Latium vetus non si possono non citare i due eccezionali corredi orientalizzanti delle tombe principesche Barberini e Bernardini di Palestrina, ricche di bronzi e di scintillanti oreficerie.
Le esposizioni si arricchiscono in fine di splendide ceramiche attiche e di altri importanti materiali restituiti all’Italia da musei e collezionisti privati degli Stati Uniti. Accanto a questi sono esposti altri importanti vasi attici da un sequestro del 1995 operato dalle Forze dell’Ordine al porto franco di Ginevra.
In conclusione il progetto del Polo Museale Etrusco di Roma elaborato nel 1995 è oggi quasi ultimato. Il complesso da tempo è dotato di tutti i servizi per il pubblico e accessibile ai diversamente abili.

Grazie a fondi 2006-2007 di Roma Capitale, di importo pari ad Euro 1.500.000,00 e in corso di appalto, stanno per iniziare gli interventi conclusivi che prevedono sia l’allestimento dell’edificio del Valadier a Villa Poniatowski, sia l’esposizione delle antichità di Veio nelle ultime cinque sale dell’ala destra di Villa Giulia.


 

Informazioni Evento:


Data Inizio:16 giugno 2010
Data Fine: 16 giugno 2010
Luogo: Roma, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
Orario: 11.30
Telefono: 06.3226571, 06.3201951, 06.3611434

 
 

Dove:

Roma, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
Città: Roma
Indirizzo: Piazzale di Villa Giulia 9
Provincia: (RM)
Regione: Lazio
Telefono: 06.3226571, 06.3201951, 06.3611434